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Mangi spesso con il tuo smartphone? Sai misurare la freschezza di un uovo? 

Vi è una connessione fra la frequente abitudine di mangiare con lo smartphone a tavola e l’antico “trucco” di riconoscere la freschezza di un uovo immergendolo nell’acqua?

Quando l’approccio al food diventa un processo sempre più partecipativo e consapevole, alla ricerca di valori di genuinità e autenticità, dove la conoscenza delle risorse offerte dalla tradizione diventa una sfida, e quando di cibo ne leggiamo e ne condividiamo sui social a volte forse più di quanto ne mangiamo, con la poderosa immediatezza dei post dei food blogger, delle mini video ricette e dell’accesso alle informazioni in rete, assistiamo ad un momento socio-storico in cui il cibo è un valore da riscoprire, tutelare e soprattutto comunicare: anche a tavola, infrangendo le regole di un antico galateo che vorrebbe presenza e attenzione verso i commensali ma soprattutto al gusto del pasto stesso.

Ma cosa ne penserebbe un Gastrosofo? Ci introduce alla filosofia della gastronomia” Gennaro Montella,  gastronomo e gastrosofo: “La Gastrosofia è un passo oltre la Gastronomia, una disciplina che indaga il mondo del food in chiave “olistica”, considerando il cibo non solo dal punto di vista nutrizionale ma attraverso tutti gli aspetti sociali, culturali, filosofici, antropologici, che l’accompagnano.  Dietro un’azione semplice e quotidiana si celano spesso inconsapevolmente una serie di scelte . Prendiamo ad esempio un uovo: Ti occupi della provenienza e della qualità? Ne sai stabilire la freschezza ricorrendo al trucco dell’acqua? Stabilisci quindi la ricetta e il tipo di cottura, decidi infine tempi e modi per il pasto. Dietro un piccolo uovo vi è un universo di pensieri, vite umane, di successione di giorni, sentimenti e parole. Pensiamo anche ad esempio al famoso dibattito filosofico “è nato prima l’uovo o la gallina?” O al pensiero religioso dell’uovo cosmico. O ancora a tutti i proverbi della tradizione legati all’uovo. O ancora all’esplosiva tendenza attuale del veganesimo. Prima di godere del gusto di una preparazione culinaria percorriamo “passaggi” determinati dalla società in cui siamo immersi, attraversiamo secoli di cultura, generiamo nuova storia del cibo.

La gastrosofia nasce dall’unione di scienza dell’alimentazione, dell’arte culinaria e del convito e la sua missione è diffondere una cultura integrata del cibo, una consapevolezza della rete di conoscenze multidisciplinari in cui è collocato, alla ricerca del binomio nutrizione sana/piacere, presupposto per la buona riuscita di una corretta gastronomia.

“Dimmi quel che mangi e ti dirò chi sei” disse a suo tempo il gastronomo Anthelme Brillat-Savarin. E potremmo aggiungere: dimmi..,“come mangi “?

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