melannurca e colesteroloPer levare il medico di torno non più una mela al giorno ma 12 Melannurca racchiuse in due compresse. E’ quanto ha proposto la ricerca condotta dal Dipartimento di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, per contrastare l’ipercolesterolomia.

Abbiamo intervistato il Dott. Gian Carlo Tenore, Ricercatore e Prof. aggregato in Chimica degli Alimenti, che ha condotto con il Dott. Ettore Novellino, Direttore del Dipartimento di Farmacia la ricerca sulle proprietà anticolesterolo della Melannurca Igp Campania. Frutto sodo, croccante, gradevolmente acidulo e profumato, la Melannurca viene raccolta acerba ad ottobre e, come da antica tradizione, conservata nei melai fino ad assumere, dopo un paio di mesi, il suo caratteristico tono di rosso rugginoso.

“Sono un chimico degli alimenti, e mi occupo di Nutraceutica, di nutrizione con finalità farmaceutica. Partendo dalla composizione degli alimenti, la nutraceutica è la ricerca di quali di questi alimenti presenta proprietà specifiche a livello salutistico per prevenire/curare le patologie. Abbiamo dedicato la nostra ricerca alla Melannurca, e allo studio delle Procianidine, costituenti circa il 65% dei componenti polifenolici della categoria dei flavonoidi presenti nel prodotto tipico campano a marchio Igp. Ne abbiamo quindi creato un fitocomplesso, un estratto puro al 100% combinato con le stesse molecole presenti nella composizione dell’alimento.

Il fitocomplesso alla procianidina è stato somministrato per 60 giorni a 500 pazienti affetti da ipercolesterolomia dai 18 ai 70 anni nella dose di 2 capsule al giorno equivalenti ognuna a 6 mele. Il risultato è stato la diminuzione del 30% della colesterolomia. Ma c’è di più: il colesterolo buono, importantissimo per la salute dell’apparato cardio-vascolare, ha registrato invece un aumento del 60%. Al momento nessun prodotto sintetico (farmaco) ha avuto questo risultato.”

Il fitocomplesso alla Melannurca dovrebbe essere presente in farmacia già dalla prossima primavera. Gli incassi che deriveranno dalla vendita dell’estratto alle industrie farmaceutiche saranno investiti nuovamente in ricerca.

Soddisfatto del risultato ottenuto, il gruppo di ricerca confida che questo progetto di imprenditoria possa avere un forte ripercussione sulla coltivazione della Melannurca. Ad una maggiore richiesta del mercato l’attuale produzione di Melannurca potrebbe non rivelarsi sufficiente. Ad oggi rappresenta infatti solo circa il 2% della produzione nazionale.

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